04_06_2012 | ‘DA VERMEER A KANDINSKY’ SUPERA I 130MILA VISITATORI. APRILE IL MESE PIÙ FORTE: 10MILA IN UNA SETTIMANA

Lunedì, 04 Giugno 2012

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‘DA VERMEER A KANDINSKY’ SUPERA I 130MILA VISITATORI. APRILE IL MESE PIÙ FORTE: 10MILA IN UNA SETTIMANA


Sono stati 130mila 108 a visitatore la mostra riminese a Castel Sismondo ‘Da Vermeer a Kandinsky’, mentre supera di poco i 29mila biglietti la mostra ‘Da Hopper a Warhol’ allestita a San Marino. Facendo un po’ di conteggi, semplici, si scopre che sono 530mila i visitatori arrivati a Rimini in occasione delle ultime tre grandi mostre proposte dalla Fondazione Carim per la direzione artistica di Marco Goldin.


“Il giudizio della Fondazione – in nome parla il presidente Massimo Pasquinelli – è molto positivo. I numeri sono facilmente leggibili. Il territorio italiano è stato presente nel suo complesso sia a Rimini sia a San Marino. La nostra offerta culturale è arrivata in lungo e in largo nel Paese. Mi piace sottolineare anche il buon dato regionale. Indica che non c’è concorrenza tra le diverse proposte del sistema Romagna che al contrario sono in grado di convivere e questo è un bene per l’offerta culturale locale”.


Pasquinelli, che un po’ per piacere un po’ per lavoro legge le pagine culturali dei quotidiani e le riviste di settore, fa notare una novità: lo sdoganamento di Goldin da parte degli ambienti accademici. “C’è stata una presenza positiva di Goldin sui grandi giornali così come sulla stampa filo-accademica. Mi sento di poter dire che c’è stata un’inversione di tendenza”.


Per il futuro c’è già un nuovo progetto, dunque, dello 'sdoganato' Goldin. Nulla trapela sul soggetto dell’esposizione (il curatore parla di “mescolare una forza riminese con una che viene da lontano”), ma sarà, probabilmente, una mostra biennale o meglio divisa in due tempi: il primo dal dicembre 2013 al ponte del 1 maggio 2014; il secondo più o meno nello stesso periodo tra 2015 e 2016.


“La mia proposta – avanza Goldin – alla Fondazione è quella di far partire la prossima mostra il giorno di Natale (inaugurandola però il 23), magari aprendo dal pomeriggio fino a mezza notte”. Escluso definitivamente il mese di maggio dal periodo espositivo. “Sapevamo già delle difficoltà delle scuole in quel periodo – spiega Goldin – e adesso ne abbiamo la conferma”.


La biennalità non dipende solo dai lunghi tempi richiesti dall’organizzazione dell’evento. “Abbiamo bisogno di due esercizi per ospitare un progetto di questa caratura”, spiega Pasquinelli.


Si pensa già al prossimo anno, dunque, eppure c’è ancora qualcosa che non va.
“Spero per il futuro – a lanciare il sasso è per primo Goldin – di riuscire a trovare a Rimini un tessuto estremamente diverso da quello che vi ho trovato fino ad oggi. Un accordo maggiore tra tutte le componenti che da un evento così e dal suo indotto possono essere fortemente motivate a muoversi”. Il riferimento è in particolare a chi fa turismo e, per esempio, alla mancanza in questa occasione di pacchetti turistici ad hoc.
Pasquinelli approva citando Goethe, I dolori del giovane Werther, parla di “miopia”, di “egoismo tipico riminese”, di “risorse inutilizzate”.


I numeri


Scendendo nei particolari, per la mostra riminese 'Da Wermeer a Kandinsky', con visitatori da 92 province, il bilancio è di 135 giorni di apertura (tre settimane in meno rispetto all’esperienza precedente) per 964 visite al giorno, “ma – precisa Goldin – se togliessimo le due settimane di nevicate, quando complessivamente abbiamo registrato 800 ingressi, allora la media delle visite giornaliere salirebbe a 1.076, un centinaio di persone in più rispetto al 2010”. Il mese più gettonato è stato aprile, grazie al periodo tra il 25 e il 1 maggio, con alcune settimane che hanno fatto registrare i 10mila ingressi.


Andando a spulciare tra i prenotati (il 35 per cento sul totale, con l’8 per cento di privati, il 52 per cento di gruppi e il 40 per cento di scuole) si può dire che provengono in maggioranza dalla provincia di Rimini (22 per cento), seguita da Bologna (10 per cento) e Modena (7 per cento). Questo in generale. I dati che è possibile recuperare per i privati, invece, indicano che i bolognesi (20 per cento) hanno superato i riminesi (14 per cento), seguiti dai modenesi (6per cento) e poi anconetani, milanesi, forlivesi e cesenati, pesaresi e urbinati, reggiani, fiorentini, torinesi. Guardando ai gruppi torna in testa Rimini con il 13 per cento, Bologna con il 10 per cento seguite da Forlì, Modena, Ancona, Milano, Perugia, Reggio Emilia, Parma. Rispetto alle scuole abbiamo la provincia di Rimini in testa con il 40 per cento, Modena e Pesaro pari merito con il 7 per cento, poi Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Teramo, Ancona, Parma, Bari.


Rispetto alla mostra di San Marino, invece, i giorni di apertura sono stati 121 con una media di 240 biglietti staccati al giorno. Considerando le due settimane successive alle due di chiusura causa neve, che complessivamente hanno registrato 100 visitatori al giorno, e andando a calcolare il dati di affluenza su 110 giornate di mostra, dunque, la media giornaliera sale a 264 biglietti registrando una crescita rispetto alla precedente esperienza del 35 per cento. Anche qui le prenotazioni si attestano al 35 per cento delle visite totali (con un incremento del 5 per cento) e sono state effettuate solo per le scuole (40 per cento) e i gruppi (60 per cento). I gruppi sono arrivati soprattutto da San Marino, Bologna, Modena, le scuole da Teramo, San Marino e Bologna. Più in generale le prenotazioni sono arrivate per il 10 percento dalla Repubblica, per l’8 per cento da Bologna e per il 5 per cento da Ancona. Seguono Modena, Pesaro-Urbino, Reggio-Emilia, Teramo, Ravenna, Rimini e Milano. Sul posizionamento basso dei riminesi Goldin spiega che “se avessimo il conteggio dei privati raggiungeremmo tranquillamente il secondo posto”.